CENNI STORICI

Non sappiamo se sulla Via Julia Augusta, che collegava nell’antichità Aquileia al Norico, su una delle due colline che circondavano la statio al trentesimo miglio (Tricesimo), vi fosse anche una fortificazione.

Un luogo fortificato è documentato solo dal 1253, come proprietà di una “nobilissima” famiglia di Tricesimo. Passò in seguito sotto la proprietà del Patriarca di Aquileia.
L’edificio attuale ha una pianta perfettamente quadrata e orientata.

Con la conquista, da parte della Repubblica di Venezia, della Patria del Friuli, il castello fu abitato dal 1420 da un capitano, che aveva il compito di riscuotere le tasse e amministrare la giustizia civile e penale. Fu un periodo molto triste, da cui il Friuli si risollevò con molta fatica.

Nel XIX secolo, in pieno periodo romantico, Uberto Valentinis, pittore e restauratore, riprese le torri esterne, cercando di recuperare un certo aspetto medievale dell’esterno.

Dal 1948 è proprietà della Chiesa Udinese, che lo ha trasformato in Casa Esercizi.
Dopo il terremoto del 1976, fu restaurato e riportato all’antica maestosità dalla Sovrintendenza ai monumenti del Friuli-Venezia Giulia. Le varie epoche di costruzione sono documentate da brani di finestre, da bifore e da merli, che permettono di leggere, come in un’antologia, il passato.

Il Castello della Madonna offre uno stupendo panorama e un luogo assolutamente silenzioso e tranquillo tra il verde del parco, pur essendo facilmente raggiungibile e vicino all’abitato. Informi: “Nicolaus De Valentinis comes formavit”.

La facciata fu sistemata come quella di un palazzo veneziano, con finestre rettangolari e una grande trifora al centro. L’insieme è di grande effetto e fu un modello per altre trasformazioni dei castelli in Friuli.

Nel XIX secolo, in pieno periodo romantico, Uberto Valentinis, che era pittore e restauratore, riprese le torri esterne, cercando di recuperare un certo aspetto medievale dell’esterno.

La “Madonna Missionaria”, dopo gli orrori della guerra, percorse tutto il Friuli durante gli anni 1946-1949, invitando i suoi figli alla riconciliazione e alla pace.
A conclusione della Peregrinatio, il 1° maggio 1949, fu portata solennemente nel Castello ex Valentinis, divenuto nel frattempo Casa diocesana di Esercizi Spirituali con il nome di “Castello della Madonna”.

Si rendeva però necessaria una sede più idonea all’afflusso di tanti pellegrini; perciò si diede il via alla costruzione del Santuario, su progetto dell’architetto Pietro Zanini di Udine.

I rapporti di proprietà sono documentati di nuovo dal XVI secolo: nel 1504 fu acquistato dalla famiglia di Prampero, che iniziò i lavori di ammodernamento. Nel 1531 fu venduto a Sebastiano di Montegnacco, che li continuò. Fu costruita la cappella gentilizia e il piccolo campanile.

All’inizio del XVII secolo fu acquistato dai conti Valentinis, e il castello divenne palazzo.

“Abinformi, Nicolaus De Valentinis comes formavit.”

La facciata fu sistemata come quella di un palazzo veneziano, con finestre rettangolari e una grande trifora al centro. L’insieme è di grande effetto e fu un modello per altre trasformazioni dei castelli in Friuli.